Movie of the Day – PLEASANTVILLE (Ross, 1998)


 

Grazie a un strano telecomando il giovane David, appassionato spettatore di una sit-com seriale degli anni ’50,  è risucchiato con la sorella Jennifer nel  nel mondo dei personaggi dell’idillica e asettica Pleasantville, cittadina dove si svolge la sit-com e dove non piove mai, il termometro è fisso sui 23°, non si sa cosa sia il sesso e i pompieri si preoccupano solo di salvare gatti incapaci di scendere dagli alberi.

L’arrivo dei due ragazzi, inizialmente non avvertiti come elementi estranei dai personaggi della soap, innesca molti cambiamenti che sconvolgono l’ordine delle cose e delle puntate, dando così inizio ad una piccola rivoluzione che stravolgerà la vita di tutti i concittadini.  Al laghetto degli innamorati si comincia a baciarsi per davvero. Una brava madre di famiglia scopre l’orgasmo, al punto di far incendiare un albero. È una vera e propria rivoluzione, stimolante per alcuni e inaccettabile per altri. Gradualmente, mentre la loro azione involontariamente sovversiva procede, si passa dal bianco&nero al colore.

La voglia di vivere “davvero” contagia gli altri giovani, che iniziano a scegliere un destino diverso per le proprie vite, a farsi delle domande, a ribellarsi alle regole imposte dall’autorità. Si creano le prime differenze fra coloro che sono nostalgici, contrari ai cambiamenti, e quelli che invece sono disposti a mettersi in discussione. Il diverso però viene rifiutato dalla società e punito dall’autorità, vengono bruciati i libri e le persone vengono anche arrestate per aver disegnato dei murales. Le persone che non hanno colore sono quelle che seguono la corrente, che si confondono nel gruppo, che temono il diverso. Mantentendo un ordine nel paese, si cova un disordine interiore e forse anche la paura di realizzare che una vita diversa sia possibile.

Pleasentville è una commedia piacevole che mimetizza con astuzia le numerose contraddizioni interne degli anni 50. Il regista Gary Ross costruisce un simpatico (ma non indolore) affresco sulla televisione del tempo, rivisitata con lo sguardo disincantato di uno spettatore moderno. L’ipocrisia perbenista viene ridicolizzata con bonomia apparente, perché non ci si dimentichi che la ‘caccia alle streghe’ ha inizio spesso in  ambienti ovattati e osservanti delle buone maniere in cui, una volta aperta la porta del bagno, non si trova il water.Perché nessuno ha così ‘bassi’ bisogni a Pleasantville!

With a strange remote control young David, a keen observer of a ’50s sit-com, is sucked with her sister Jennifer in the idyllic and  aseptic Pleasantville, a sit-com town where it never rains, temperature is fixed at 23 °, nobody knows what sex is and firefighters only concern is to save cats unable to step down from the trees.
The arrival of two kids, not initially perceived as foreign by the characters in the soap, triggers so many changes that change the order of things and start a revolution that will change all citizens lives. Pond lovers begin to kiss for real, a housewife discovers the orgasm, to the point to set a tree on fire. It’s a revolution, challenging for some, unacceptable to others. Gradually, as their unintentionally subversive action  goes on, we turn from black & white to colors.

The will to “really” live  infects other young people, who begin to choose a different destiny for their lives, asking questions, to rebel against the rules imposed by authority. First differences rises between those who are nostalgic, opposed to change, and those who are willing put themselves into question. This difference, however, is rejected by society and punished by the authority, books are burned and people also arrested for designing murales. People who have no color are those that follow the current, which merge in groups, who fear difference. Keepin the order in town, but hatching an internal disorder and maybe even the fear to realize that a different life is possible.

Pleasentville is a nice comedy that cleverly disguises the many internal contradictions of  ’50s. Director Gary Ross builds a nice (but not painlessly) painting of those years television, revisited by a disenchanted modern viewer’s look. The hypocrisy is ridiculed with apparent good-nature, but son’t forget that the ‘witch hunt’ often begins in muffled and good-manners observant environments. Once opened the bathroom door, not is the toilet. because nobody have such “low’ needs in Pleasantville!


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