Racconti Brevi – JEREMY


JEREMY

di Antonio Capra
 

Jeremy stava andando forte. Si sentiva un dio, anche grazie alla cascata di ricci, tette e fremiti della ragazza appollaiata sul suo uccello in quel momento. L’aveva agganciata al bar e come tutte le volte che agganciava qualcuno al bar, non avrebbe ricordato il suo nome già dopo un paio di botte e schiaffi sulle natiche. Ma un paio di gocce della propria anima, quelle, sarebbero state certamente concesse. Lo spazio nel bagno era assolutamente ristretto e, ad invadere il territorio, ci si metteva anche il cassone della carta da culo, sempre troppo ingombrante, anche quando fa il suo sporco mestiere. Questa volta però Jeremy lo guardò con complicità. Non perché il cassone fosse stranamente pieno, cosa che non sempre accadeva, soprattutto quando lo stomaco del ragazzo in preda a raptus chimici decideva di urlare utilizzando come megafono il suo retto, ma perché la ragazza vi si era agganciata su con invidiabile maestria, attivandosi poi in un meccanico di su e giù elastico, che prometteva sensazioni straordinarie. Certo, stare con le chiappe al vento su un cesso su cui solo Dio sa cosa ci fosse schizzato, non era affatto il massimo, ma un paio di tette come quelle che stava masticando non capitavano così spesso da quelle parti. I pantaloni e boxer, calati precedentemente con foga, strisciavano per terra come il mocio dell’uomo delle pulizie, assorbendo germi, sporco e piscio ad ogni spinta vigorosa. L’uomo delle pulizie era stato licenziato un paio di giorni prima e chiunque abbia frequentato con un minimo di assiduità un pub sa benissimo che il bagno, se trascurato, può trasformarsi in una vera palude di merda. Ma Jeremy non sembrava preoccuparsene, troppo preso dal sentire il godere salire minuto dopo minuto, con lei avvinghiata al suo coso come un rapace che ha appena agguantato la sua preda.

TUM TUM TUM.

“Macchec…OCCUPATO!”

TUM TUM TUM.

“Ho detto occupato, non ci senti?!”

“Jeremy, non farmi buttare giù la porta. Tu e la tua troietta uscite immediatamente dal mio fottuto bagno!”

Jeff. Maledetto bastardo ubriacone. Nonché proprietario del pub dove Jeremy regolarmente beveva a credito e dello stesso bagno in cui si stava sbattendo la sua troietta.

“Hey, dico, ma come ti permetti?! A chi hai dato della troia?!”

Intanto, Jeremy, spingeva.

“A meno che al ragazzo non siano spuntate le tette, direi che sto parlando con te, stronza! Ora uscite subito da questo bagno e bevete qualcosa, altrimenti fuori dal mio pub!”

“Cazzo Jeff, esco quando ho finito! Aspettami al bancone, che mi è venuta sete! Preparami una birra!”

“E-esci quando hai finito?! Mi stai prendendo per il culo, Jay?! Tu esci adesso!”

Jay. Jeremy odiava quel dannato nomignolo. Lo faceva sentire una checca e questo poteva essere accettabile se fosse stato un altro momento, uno di quelli in cui era costretto a fare il simpatico in cambio di una birra gratis, ma non questo. Non mentre si stava sbattendo una fica nel bagno. Intanto spingeva.

“Jeff…quante volte ti ho detto che non devi chiamarmi Jay? Mi sta sulle palle quel nome. Non devi chiamarmi Jay, non devi farlo. Ok?!”

“Ti sembra il momento di discutere sul tuo dannato nomignolo?!” si inserì lei, che aveva perso già un paio di volte il ritmo.

“Un attimo di pazienza amore, è una questione di principio. Tranquilla poi, che ora va via”

“Figlio di p…Io non vado da nessuna parte! Jay, non farmi incazzare, esci da questo bagno! Ora!”

“Prepara due birre, ora arriviamo”

Allora Jeremy riprese a spingere e la cascata di ricci a godere e Jeff a sbattere forte il pugno contro la porta. La situazione era evidentemente ad un punto di stallo, nessuna apprente soluzione, quando tutto invece si accelerò. Lo spingere di Jeremy ed i fremiti della cascata di ricci. Il battere del pugno di Jeff, quasi all’unisono con quello del suo cuore debole ma fiero. Il tempo. All’improvviso, ci fu una bella scossa: Jeremy si scrollò di dosso la ragazza, che automaticamente si ritirò in ginocchio davanti a lui. Lui sorrise ammirando la professionalità. La contemporanea spallata di Jeff, stanco di aspettare e farsi prendere in giro, che aprì la porta spalancandola e quasi buttandola giù. Lo spavento della ragazza, che istintivamente si spostò verso destra, sguazzando nel lerciume e rifugiandosi sotto il cassone della carta da culo. Lo stupore di Jeremy, con in mano il suo uccello, alla vista dell’ospite indesiderato e consapevole del fatto che oramai fosse troppo tardi per rimediare. A tutto. Il silenzio improvviso dei presenti, nel constatare che il suo seme era esploso, atterrando sulla t-shirt blu elettrico indossata dal padrone del bar.

Fine.


La tua reazione?
Cute Cute
0
Cute
Geeky Geeky
0
Geeky
Grrrr Grrrr
0
Grrrr
Lol Lol
0
Lol
Love Love
0
Love
Omg Omg
0
Omg
Win Win
0
Win
Wtf Wtf
0
Wtf

Racconti Brevi – JEREMY

Ne vuoi di più?
Seguici per rimanere sempre aggiornato!
Nascondi - Seguo già Ziqqurat

Login

Diventa parte della nostra community!

Resetta la tua password

Back to
Login