In cerca della bici rubata


L’odissea di Giuseppe Manzoni documentata con il suo cellulare. Tutto è cominciato con il consiglio dei vigili davanti a Palazzo Marino: «Mi consigliano di annotarmi il numero di telaio della bici, perché in caso di furto, potrei fare denuncia e provare che era di mia proprietà. Col cellulare fotografo il numero di telaio e i due vigili con in mano la mia bici (foto G. Mazzoni)


«Incateno la bici alle rastrelliere appena dietro l’angolo (a 20 m dai vigili), in via Marino, di fronte al 7, all’angolo con l’ingresso della Galleria» (foto G. Mazzoni)

«Entro nel palazzo alle 14.35. Alle 16.20 esco da Palazzo Marino, vado in via Marino e della mia bici trovo solo la catena, tranciata per bene» (foto G. Mazzoni)


«Al commissariato l’agente mi consiglia di andare immediatamente in piazzale Cantore, dove vengono rivendute ai ricettatori le bici rubate, e mi invita, nel caso la trovassi lì, a chiamare il 113»

«Il parco giochi per bambini è occupato da una decina di uomini con facce non troppo rassicuranti, uno con diverse banconote da 50 euro in mano. Due hanno due bici nuove. Domando a uno se è vero che vendono bici. Mi risponde di no. A quel punto tiro fuori il cellulare, e comincio a fotografare le bici e gli uomini che mi stanno intorno»

«Uno scappa immediatamente con la bici»

«Un altro si avvicina, mi insulta e mi minaccia fisicamente, cercando di aggredirmi»

 

 

PARTE DUE

«Alla Fiera di Sinigaglia, a Porta Genova, noto alcuni individui sospetti che occupano abusivamente uno spazio e cercano di vendere biciclette. Chiedo ai vigili se possono venire con me nel mercato: mi dicono che loro non possono muoversi. Prendo il cellulare e scatto delle foto a loro, che si voltano per non essere riconoscibili e mi dicono che non posso fotografarli»

«Mi ordinano di consegnargli un documento. A quel punto mi arrabbio veramente e mi viene ingiunto di moderare i termini e dargli il documento. Consegno la carta d’identità e chiedo di denunciarmi pure per aver scattato la foto, così poi vedremo cosa succede!»

«Controllano con la centrale i miei dati, me la restituiscono ed ovviamente lasciano i venditori abusivi indisturbati (erano sanzionabili anche per il solo fatto di non aver affittato uno stand) a continuare il loro lavoro di vendita di bici rubate a 100 metri da loro»

«Fuori dal mercatino di San Donato, noto all’entrata diversi uomini in attesa, ognuno con una bicicletta»

«E’ praticamente sicuro che siano tutte bici rubate. Tiro fuori nuovo la mia «arma segreta», il cellulare, e scatto foto alle bici e ai venditori»

«Se il proprietario di questa bicicletta la riconosce, sa dove trovarla»

«Cominciano a insultarmi, ma non si nascondono. Uno fa gestacci e si mette in bella mostra per un’altra foto, sfidandomi»

«L’atmosfera è decisamente tesa»

«Mi allontano e vado verso l’auto dei vigili, e gli individui non mi seguono. L’auto dei vigili ora è vuota, e non li vedo nei dintorni. Aspetto un po’ e poi prendo la mia bici rossa e vado»


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