Verba volant, Facebook manent!


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Confidenze online, uno spot belga mette in guardia gli utenti. La Timeline di Facebook non dimentica e non perdona, tutto ciò che viene detto potrà “essere usato contro di voi”.

Lo status di Facebook scritto qualche mese fa potrebbe anche essere dimenticato dall’autore, ma è certo che la Timeline non lo farà. Tutto ciò che resta in bacheca potrebbe, infatti, creare qualche problema. Felici di comunicare una bella notizia, arrabbiati col fidanzato che ha dimenticato l’anniversario, furiosi con il capo che non ha concesso le ferie, “A cosa stai pensando” del social network Facebook è un invito allo sfogo di emozioni, ma non bisogna mai dimenticare che la confidenza è tutt’altro che privata.

A mettere in guardia dai problemi collegati all’esporsi troppo sui social network è una nuova pubblicità progresso che arriva dal Belgio. La candid camera racconta di alcune persone fermate per strada da un uomo che vuole leggere le loro menti, all’interno di alcune riprese che vengono propagandate come lo spot di un nuovo programma televisivo. Dopo essere fatto accomodare, al malcapitato viene illustrata la propria vita dal veggente improvvisato. La gente è incredula di ciò che questo sconosciuto riesce a dirgli: nomi di migliori amici, situazioni sentimentali, tatuaggi nascosti, spese mediche, capi acquistati di recente, luoghi scelti per le vacanze e, addirittura, dati bancari.  Il sipario cala e, a fine “lettura della mente”, ognuno s

i ritrova di fronte alla propria Timeline, incredulo e sbalordito dalle questioni private confidate al social network, di cui ci si era completamente dimenticati.

A concludere lo spot, i protagonisti e gli spettatori si trovano davanti alla morale finale: «La vostra vita si trova interamente online e potrebbe essere usata contro di voi, siate vigili».

Dunque Facebook si rivela sempre più un arma a doppio taglio, perché il capo leggerà lo status, la migliore amica capirà quella frase lasciata a metà come una brutta opinione su di lei, e addirittura persone estranee ai fatti interpreteranno male le due righe di pensierino, probabilmente tratto da chissà quale poesia, e ne faranno una questione personale. Per non parlare poi dell’amicizia stretta con il collega, che potrebbe addirittura scatenare apocalittiche scene da divorzio. Facebook, dopo essere prepotentemente entrato nella vita quotidiana, ed essere diventato un mezzo di comunicazione fondamentale per le public relation, si è purtroppo fatto strada anche nella cronaca nera. Pubblicare foto, appuntamenti, eventi, pensieri, rende troppo “rintracciabili” e allo stesso tempo vulnerabili.

I social network sono realtà e fanno parte della nostra vita, opporsi o schivarli è diventato inutile e impossibile, ma bisogna tener conto che le confidenze online potrebbero sempre finire nelle orecchie sbagliate ed essere riutilizzate per scopi non troppo nobili. Attenzione: «Verba volant, scripta manent!»

Fonti: LaStampa.it

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