Quelle cose destinate a scomparire


L’India chiude dopo 163 anni il servizio telegrammi. Ma sono tanti gli oggetti che, piano piano, stanno diventando obsoleti. Che cosa vi manca di più?
C’era un tempo in cui per parlare serviva un gettone scanalato, e quando si finiva un rullino fotografico il suo contenitore nero si poteva riutilizzare in mille modi, farlo diventare persino un portamonete. Ma oggi, a parte gli appassionati, chi compra più pellicole?

L’India è uno dei primi Paesi a segnare il punto con un atto formale. Dopo 163 anni di onorata carriera, chiude il servizio telegrammi. «Madre ammalata stop Torna a casa stop»: nei film di Bollywood rappresentavano le cattive notizie, ora sono morti e stop, uccisi da email e sms. Forse un domani succederà anche da noi.

Intanto, fino a pochi anni fa eravamo circondati da oggetti che piano piano stanno diventando sempre più obsoleti. Le pagine gialle, surclassate dai siti web. Le enciclopedie, pugnalate da Wikipedia. Calcolatrici, sveglie, calendari e agende telefoniche, vittime di un solo, piccolo smartphone.

È la modernità, bellezza. E quello che ci resta è forse solo una domanda: ma come faranno in futuro i supereroi, senza una cabina telefonica in cui cambiarsi?


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