UNI: i 10 studenti che non vorresti essere


Una lista di 10 differenti tipologie di studenti che non vorresti essere (o che forse sei già) !

IL RITARDATARIO

Se fosse nato a Berna lui sarebbe perfetto. Ma purtroppo è nato in Italia sopra la soglia di pigrizia ed ignoranza media, dunque non conosce il verbo “organizzarsi”. Vive la vita universitaria con il fuso orario di New York, indietro di sei ore, e come se abitasse dentro ad un preservativo ritardante non arriva mai quando dovrebbe. Pranza alle 17 e cena alle 2 di notte e sulla porta di casa sua c’è un tabellone luminoso di Trenitalia per comunicare i minuti di ritardo accumulati. Nonostante dorma a 100 metri dalle aule riesce ad andare più lungo di Valentino Rossi al Mugello sul bagnato: entra a lezione a metà della seconda ora, arriva agli scritti quando già tutti hanno spiato i fogli dei vicini che neanche gli Stati Uniti.

La preparazione degli esami è il simbolo della sua vita: più disorganizzato delle favelas di Rio confonde le date del fantacalcio (o del ciclo mestruale se donna) con quelle degli esami. Si prepara a 3 giorni dal primo appello perché prima non ha i libri ma non finendo in tempo decide di darlo al secondo, dove entrando in un’aula vuota si accorge di avere il fanta-derby con suo fratello e di aver dimenticato gli assorbenti. Daysleeper.

IL SEQUESTRATO

23 Dicembre. Stai comprando i regali. Arriva una chiamata dalla Polizia.
-“Conosce D.M.? Quando l’ha visto l’ultima volta? Sa che è scomparso?”
– “Sì è un mio amico, l’ho visto due mesi fa. Era ubriaco nero come un puma in discoteca, costellato di tipe da far invidia a Hefner. Tranquillo, tornerà a marzo.”
Lui non lo vede nessuno in giro per 4 mesi durante le sessioni esami, compresa la famiglia che ne denuncia regolarmente la scomparsa. In compenso durante l’anno fa party da top player consumato che neanche BoboZioPorconeVieri: le infagotta tutte, è più fuori dell’armadio di Narnia, è sempre in serata. Ma in zona esami sparisce come Yoghi in letargo.
La sua tana diventa l’ultimo tavolo della peggior aula studio della città, quella aperta dalle 7 alle 24 per soli infognati. Pranza con il cestino del Ranger, caga e si lava lì dentro. Squadre di cani pattugliano i boschi e casa sua ma non ne trovano traccia, per forza: si nasconde nei libri per non esser disturbato. Poi a marzo, come un Cristo, risorge dalla sua oscura prigione di crediti formativi. È vivo, ha dato tutto: trentelli come se piovessero. Spossato, con la barba, senza un orecchio, ti suona il campanello con il suo amico immaginario e ti chiede: “Stasera ci sfondiamo di vodka come Belen di falli?!”. Riscatto.

LA VEGGENTE

Lei ha uno storico appunti da far impressione allo storico meteo nazionale: raccoglie testimonianze, frasi, colpi di tosse, statistiche e domande d’esame da quando il Prof aveva ancora i capelli. Come i numeri del Superenalotto lei sa da quanto tempo non esce una domanda e si trastulla nella notte guardando i quesiti dell’orale. Sa anche tutto circa adempimenti amministrativi, orari lezione, ricevimenti, anche delle altre facoltà. Frequenta così tanto l’homepage dell università che la polizia postale gli ha bloccato il pc per fuga di materiale informativo e cerca di corrompere con caffè da 30cents i docenti durante la pausa per sapere in anticipo le date degli esami.
Allora, forte della sua onniscienza, ti dice: “Fidati di me non studiare questi capitoli, non li chiede da 27 appelli: bensì ti chiederà questo.”
Peccato che le sue parole siano credibili come le dichiarazioni di Ruby e Misseri. Fidarsi del bilancio della Parmalat o dell’ammissione di innocenza del mostro di Firenze risulterebbe più sicuro che affidarsi a questa ciarlatana. Però, speranzoso, abbocchi ed impreparato come le Filippine al tifone Haiyan, ti palesi all’esame dove ovviamente ti chiede ciò che non hai studiato. Ora capisci perché la veggente l’ha dato 7 volte ed agli esami si riveli più scarsa dei vaccini in Africa. Storta come Giuliacci.

I CADUTI

Li vedi come gli uccelli migratori tutti insieme: si radunano ai primi di settembre davanti alla segreteria e volteggiano in tondo per migrare di falcoltà in facoltà.
Ogni anno compilano kilometri di moduli per cambiare, inadatti e inappagati. Prima vogliono diventare avvocati, poi logopedisti, poi economisti infine si buttano là, dove va l’irrequieto: lettere e filosofia. Alcuni invece non li vedi proprio più. Tu torni dopo le vacanze e non ne trovi più una decina. Ti chiedi se sia un virus. Se colpirà anche te. I professori continuano a chiamarli a lezione e agli appelli. Loro sono iscritti ma assenti, eppure il loro nome riecheggia in aula. Saranno morti? Nel dubbio fai passare un foglio con un lungo elenco che invita i compagni a porgere le condoglianze alle famiglie. Ghost.

LA DOTTORANDA

Solo a vederla mentre spiega ti si rintana il membro come la testa di una tartaruga. Neanche un galeotto appena scarcerato proverebbe attrazione per questo aborto. La gente che passa e la vede si cava gli occhi correndo via urlando. È stata concepita nei Balcani in mezzo all’uranio impoverito, affetta da inchiavabilità cronica. Tu fatichi a guardarla come fatica un obeso in sauna. Eppure ha un cervello pazzesco.
Se però entrando in aula a marzo credi che sia natale non ti preoccupare, non stai viaggiando sulla Delorean di ritorno al futuro: semplicemente la dottoranda sta facendo lezione con un maglioncino coloro rosso babbo natale. Cavia dissanguata.

IL CAZZONE

Più disturbato del look dei Tokyo Hotel urla e fa bordello in aula come i pazzi in serata, parla più di Linus e Albertino alla radio, lancia volgarità ai prof e si impintona ogni sera arrivando a lezione distrutto.
Crede di vivere su una giostra ed il suo stile di vita è più illegale di un campo nomadi. Come vicine di banco ha cagne e laide di vario genere che compra in serata con tavoli e litri di moet le quali scorgono in lui il vero maschio seducente: poco importa se a 25 anni è ancora con loro al primo anno. Pajass.

LA VELINA

Basta solo una parola: GIURISPRUDENZA. Primo anno. Sbam. Raccolta di gomme precocemente usate. Sponsor tecnico Vuitton e J. Campbell. Modalità ormone sciamannato attivata.
Loro vivono indifferentemente la copula e la legge. Peccato che della prima sappiano tutto, piccole dive e Miley Cyrus in erba, mentre della seconda, che infrangono con look e periodi grammaticali improbabili, abbiano capito nulla.
Tanto onore e tanta stima a te, allora, pezzo di corpo femminile non cerebralmente attivo che usi tacchi dalle 0 alle 24 e che sei sempre in tiro come il naso di Lapo. Però sappi che all’ipercoop c’è l’offerta sui neuroni sciolti. Approfittane. Acqua lete.

L’IMPANICATO

Hai studiato come uno schiavo in una piantagione di caffè, sai tutto così bene che è il libro che ha studiato te. Tu saresti IL PROFESSIONISTA: arrivato all’esame più rilassato di un’asceta montano in botta d’oppio, camomilla e radice di valeriana on the rock. Hai persino avuto tempo per l’igiene personale e per togliere la tuta casalinga e non sembrare scappato da Guantanamo. Per molto meno Obama ha preso il Nobel per la pace mentre tu invece stai per dare Statistica, prima causa mondiale di suicidi universitari, eppure sei così sciolto che una rappresentanza tibetana di 5 uomini ha fatto 10mila km a piedi solo per conferirti una laurea honoris causa in meditazione trascendentale. Ti vogliono come nuovo Dalai Lama: stai quasi per firmare il contratto e comprare uno Yak full optional, quando bastano pochi secondi e tutto cambia: arriva LUI, l’impanicato.
Ansioso come una sedicenne a cui non arriva il ciclo, corre come uno scippatore per il corridoio da ogni persona chiedendo: “Ma tu la sai? Eh? Eh! No? La correlazione lineare? Studiata? Hai visto la nota al fondo? Non si calcola normale! Minchia e se non lo passiamo?”
Come senti “Correlaz”..ti sale il panico di due mesi come se guardassi Shining da solo a casa e urli: “Cos’èèèè la lineazione collineare??” I tibetani scappano, e tu ingolfato di nozioni svieni e non dai l’esame.
LUI deve passarti la sua ansia. È una sua politica aziendale: precisamente quella della ASL, reparto di psichiatria. Non può pensare che le persone come te siano sane e tranquille. Pop up the Valium vs Killing me softly.

LA MATRICOLA

Lui si presenta all’uni con lo zaino. Non ha capito che non è più al classico con la mamma e che alzarsi in piedi al buongiorno del Prof è in disuso come le strade di Chernobyl. Durante lezione interrompe una spiegazione da CERN per chiedere al prof se può andare al cesso e se può firmargli il diario. Non ha capito di essere un numero di serie più inutile di una Panda durante un inseguimento. Nella versione femminile piange all’orale senza un barlume di dignità umana ed amor proprio più molle di un gelato al sole. Profitterol.

LO STUDENTE DI MEDICINA

Merita una categoria a parte questo soggetto. Lui, nonostante gli manchino 360 crediti e 37 esami, pari a 4 moti di rivoluzione terrestri, crede di essere già un medico. Solo perché padroneggia con disinvolta nonchalance la parola sternocleidomastoideo si sente una spanna sopra tutti, sciorina diagnosi da primario consumato, parla di scoperte di patologie come se scrivesse i testi di malattie misteriose su real time.
Passare mezz’ora con lui equivale a spararsi in un coglione tanto per fargli vedere che sai cosa sia il monorchidismo, ti parla solo di se stesso delle sue depressioni e dei suoi vanagloriosi 30 e lode. Cambia idea di specialistica ad ogni esame e pensa di essere simpatico a tutti. Illuso.

Fonte: theficienti.blogspot.it


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