Confessioni di un Nottambulo


SVEGLIARSI, E’ UNA FACCENDA DELICATA.

 

La sveglia suona alle 06:15.

La lascio suonare altre cinque volte a intervalli di undici minuti fino alle 07:10.

Apro gli occhi.

La prima cosa che faccio è prendere il cellulare e sfidare a backgammon l’intelligenza artificiale del software. E’ un tipo tosto, lo stronzo, ha sempre i dadi dalla sua parte. Vinco solo il 50% delle volte (51,6% per la precisione).

Successivamente passo in rassegna tutte le funzioni principali del telefono controllando che siano correttamente impostate.

Sono le 07:30 spaccate, come sempre.

Quindi prendo il libro del mattino, di cui leggo ogni giorno una pagina. Il libro del mattino di questo periodo è “La porta senza porta”, una serie di koan Zen scritti da Mumon nel 13° secolo. Il koan del giorno dice: “Il vento stava agitando una bandiera del tempio, e due monaci avviarono un argomento. Uno diceva che la bandiera si muoveva, l’altro diceva che era il vento che si muoveva; Essi andarono avanti un bel pezzo a disputare ma non potevano giungere ad un’unica conclusione. Allora il sesto Patriarca disse, -Non è il vento che si muove, non è la bandiera che si muove; è la vostra mente che si muove-. I due monaci furono colpiti da timore riverenziale e tacquero.

Muoversi, muoversi…giusto: mi alzo dal letto. Controllando che ogni singolo oggetto della stanza sia in ordine e perfettamente simmetrico (il letto stesso – cuscini e coperte – i libri sul comodino – l’abat jour – la katana sul piedistallo ai miei piedi) e naturalmente, lo sono.

Sono le 07:40 spaccate, come sempre.

Prendo gli oggetti che porto sempre addosso alla mia persona e dopo averli contati ad alta voce li controllo uno ad uno, verificando che tutto sia in ordine. Sono dodici: 3 mazzi di chiavi, il portafoglio, gli occhiali da vista, un fazzoletto, degli auricolari in un apposito astuccio, il cellulare, una penna, un taccuino, un astuccio in pelle porta tabacco e l’orologio. Dove possibile, ognuno di questi oggetti è rigorosamente nero.

Sono le 07:50 spaccate, come sempre.

Proseguo setacciando ogni compartimento della mia tracolla (nera), che contiene tutti i mie oggetti più indispensabili (in realtà – vestiti a parte – non avrei bisogno d’altro nella vita materiale di ogni giorno che del suo contenuto) e controllo che tutto sia in ordine (e naturalmente, lo è). Successivamente estraggo dalla tracolla 3 libri dai quali non mi separo mai e di cui leggo ogni giorno una pagina ciascuno. Il primo si intitola “Hagakure”, una raccolta di sentenze scritta dal samurai Yamamoto Tsunemoto nel 17° secolo. La citazione di oggi dice: “Quando si è determinati, l’impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra. Ma quando l’uomo è privo di coraggio, non può persuadersene. Muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione”. Il secondo libro è la raccolta di “Pensieri” dell’imperatore romano Marco Aurelio. La citazione di oggi dice: “Non esistono ladri della volontà”. Il terzo libro è “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. La citazione di oggi dice: “Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo”.

Sono le 08:00 spaccate, come sempre.

Preparo i vestiti per il lavoro, controllando la presenza di tutti i capi necessari: camicia, gemelli, cravatta, giacca, pochette, giaccone, mutande, cintura, pantaloni, calze, scarpe.

Quindi sorseggio un the caldo Earl Grey al bergamotto addolcito con miele millefiori.

Eseguo quindi il Surya Namaskar o Saluto al Sole, un esercizio yoga.

Successivamente controllo che unghie di mani e piedi siano della lunghezza giusta, mi rado le guance lasciando il resto della barba incolta (ma curata), controllo che non spuntino peli dal naso. Mi lavo i denti e mi butto sotto la doccia, dove friziono con attenzione tutta la superficie del corpo.

Dopo essermi asciugato mi applico il deodorante e il profumo, quindi mi incollo i capelli al cranio con la cera, tirandoli indietro.

Mi vesto, metto gli occhiali e sono pronto.

Pronto per cosa? In verità, sarei pronto per spogliarmi e tornare a letto per dormire.

Ma la giornata è appena cominciata, cazzo.

 

Riccardo Novellone

 

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=165518


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