Venerdì 31/01/2014, 21:46. Milano, Italia.
I nervi sono sassolini nel terremoto del tempo che scorre.
La pelle è elettrica, un’unica squama rosa.
Ti senti meglio dopo aver letto il giornale della Domenica?
La tua unica ambizione: congelare l’ego,
una corda rotta nella sua nota
il letto sfatto dopo che ci hai scopato sopra.
La coscienza farà di tutto per abbandonarti.
Credi che otterrai qualcosa con il prossimo respiro?
Personalmente, si.
L’algoritmo della vita riesce ancora ad affascinarci.
Sepolti dalla televisione, dal lavoro, dalla moda
la brace della fenice continua a brillare, celata.
Prima o poi arriverà l’uragano
quel delicato, innocente e profumato respiro
che ci farà divampare
come il sole a mezzogiorno,
prima o poi.
La folla sarà un unico “si”,
il cielo un salotto,
e un nostro sbadiglio, l’assordante tromba dell’apocalisse.
Riccardo Novellone
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